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Esperienze/ Discover Culinary Traditions/La mostarda nella quarara
Le mani nell'impasto · Augusta

La mostarda
nella quarara

In Sicilia il fico d'India cresce dove non cresce niente: sui muri a secco, ai margini dei campi, nella pietra. È un frutto difeso dalle spine, che non si prende con le mani — e per questo ha generato attrezzi, gesti e parole che esistono soltanto qui.

In un'azienda agricola nel territorio di Augusta, Giuseppa prepara la mostarda come l'ha imparata: nella quarara, mescolando con la pala di legno, e dando la forma con stampi che in quella casa passano di mano da generazioni.

Due ore e mezza che partono dalla pianta e finiscono in tavola. Non è una lezione di cucina: è il racconto di una tradizione, fatto da chi la tiene in vita.

La mostarda nella quarara — Heritas Sicilia

La pala di legno nella quarara: il gesto che tiene in piedi tutta la tradizione

U coppu

Un attrezzo che esiste per via delle spine

Il fico d'India non si raccoglie a mano. Il frutto è coperto di spine fini, quasi invisibili, e per staccarlo dalla pianta serve uno strumento dedicato: u coppu, il raccoglitore tradizionale che in Sicilia ha questo nome e nessun altro.

È il punto in cui si capisce il senso di tutta l'esperienza. Non è la ricetta a venire prima: prima vengono la pianta, la sua difesa, e il gesto che qualcuno ha inventato per aggirarla. La mostarda arriva molto dopo.

Durata2 ore e mezza
Orario10:00 – 12:30
GruppoDa 2 a 10 ospiti
StagioneSettembre – novembre
DegustazioneInclusa
TrasportoNon incluso
DisponibilitàSu calendario
LingueItaliano · English · Français
Prezzo55 € a persona
La mostarda nella quarara — Heritas Sicilia

Si parte da qui, con le spine ancora addosso

Cosa farai

6 momenti, 2 ore e mezza

  1. 1

    Il frutto sulla pianta

    Si comincia davanti al cactus: le pale, le spine, i frutti di colori diversi ancora attaccati. Giuseppa racconta quale posto occupa il fico d'India nella campagna siciliana, e come è finito in cucina.

  2. 2

    La raccolta con u coppu

    L'attrezzo tradizionale e la dimostrazione di come si stacca il frutto senza toccarlo. È la parte che sorprende sempre: nessuno si aspetta che per un frutto serva un utensile fatto apposta.

  3. 3

    Dalla pianta alla tavola

    Come si maneggia, dove si taglia, come si incide la buccia e si libera la polpa. Qui si mettono le mani: ognuno prepara il suo, e si assaggia il fico d'India fresco.

  4. 4

    La quarara e la pala di legno

    Il cuore dell'esperienza. La polpa, la cottura, il filtraggio che separa i semi, la farina, e la mescolatura lenta nella quarara finché il composto prende corpo. La pala di legno si passa di mano: chi vuole, mescola.

  5. 5

    Gli stampi e l'essiccazione

    La differenza tra mostarda calda e mostarda secca, e gli stampi che le danno la forma: le decorazioni, i disegni, il legno consumato dall'uso. In quella casa ci sono da sempre, e non sono utensili — sono memoria.

  6. 6

    La degustazione

    Si chiude a tavola con tre assaggi: il fico d'India fresco, la mostarda calda con le mandorle e la mostarda essiccata. Tre consistenze diverse dello stesso frutto.

La mostarda nella quarara
Gialli, rossi, bianchi — i colori del fico d'India
Gialli, rossi, bianchi — i colori del fico d'India
Gli stampi, tramandati in famiglia
Gli stampi, tramandati in famiglia
Calda e secca, lo stesso impasto
Calda e secca, lo stesso impasto
Quello che resta

Gli stampi restano, le mani cambiano

Di questa esperienza non ti porti via un barattolo: ti porti via il motivo per cui uno stampo di legno viene conservato e passato a chi viene dopo.

La ricetta, da sola, non basta a tenere in vita una tradizione. Serve qualcuno che la faccia, e qualcuno che guardi mentre la fa.

Gli stampi restano, le mani cambiano
La mostarda nella quarara — Heritas Sicilia

Tre assaggi dello stesso frutto, alla fine

Chi incontrerai

Giuseppa

La mostarda e gli stampi · Augusta

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